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Pedagogia Trasformativa 3-2

La Pedagogia Trasformativa si occupa della persona nella sua globalità e nell’intero arco di Vita; si occupa di accompagnarla verso la sua più piena realizzazione, agevolando e sostenendo le continue trasformazioni che la Vita stessa richiede….

Sono una Pedagogista e Costellatrice familiare e, dopo aver lavorato oltre vent’anni al fianco dei bambini e delle loro famiglie, oggi mi occupo di aiutare gli adulti a prendersi cura del proprio bambino interiore con l’obiettivo di migliorare, curare, sanare le proprie relazioni, con se stessi, nella coppia, in famiglia, sul lavoro, in ogni ambito della vita.

Inoltre mi occupo di sostegno alla genitorialità ed educazione emotiva, aiuto i genitori a sviluppare sane e armoniose relazioni fra di loro e con i loro figli.

Aiuto i genitori a comprendere i messaggi dei loro figli quando questi messaggi sono camuffati da coppi d’ira frequenti, difficoltà nella concentrazione, timidezza estrema, mal di pancia, conflitti ripetuti con i fratelli, disturbi del sonno e dell’alimentazione, mutismo selettivo, agitazione, timidezza estrema.

Gli anni che passano, gli eventi che si susseguono, le esperienze che facciamo siano esse piacevoli o dolorose, ci mettono di fronte a continue trasformazioni da vivere.

Cambiare lavoro, fare un trasloco, diventare madre o padre, vivere un lutto, a volte semplicemente emozioni che non abbiamo vissuto a suo tempo, fanno sì che osserviamo nuove parti di noi stessi prendere vita, oppure parti sepolte e dimenticate che vengono riattivate da eventi di oggi.

Il nostro bambino interiore (inserire articolo), che magari è rimasto silente per un bel po’, può improvvisamente risvegliarsi in seguito a un’esperienza che viviamo, a un cambio di identità (ad esempio iniziare una nuova relazione intima, diventare genitore, cambiare lavoro..).

A quel punto siamo davanti alla strada della trasformazione e, come quando in autunno le foglie cadono dagli alberi così che in primavera l’albero possa continuare a crescere ancor più rigoglioso, anche noi dobbiamo imparare a lasciar andare parti di noi, vecchie esperienze e dinamiche per poter crescere e accogliere nuove esperienze, nuove gioie, nuove parti di noi che ancora non conosciamo.

La Pedagogia Trasformativa ritiene infatti che il benessere derivi dal comprendere che siamo  unione di Corpo, Mente, Psiche e Anima, dal percepire noi stessi e dal vederci sotto tutti i punti di vista, senza tralasciarne alcuno. 

Conoscere anche il funzionamento di ogni parte ci aiuta a gestire meglio quello che ci accade in termini di sintomi fisici, pensieri, emozioni, sentimenti.

Riconoscerci come esseri spirituali che stanno facendo un viaggio su questa terra attraverso il nostro corpo fisico ci rilassa sotto molti punti di vista e ci può dare la forza per affrontare le difficoltà che incontriamo nella vita.

Se tutto quello che ci accade è visto e vissuto come parte di un disegno più grande che magari non comprendiamo ancora razionalmente ma che, con fiducia, possiamo attribuire a un progetto dotato di senso, tutto diventa più vivibile, più gestibile, più affrontabile.

Ecco cos’è la fede, la certezza che tutto ciò che incontriamo nella vita sia utile a noi, alla nostra crescita, al nostro dispiegarci come esseri dotati di un’essenza che viene da lontano ed ha una conoscenza che va oltre quella imparata sui banchi di scuola.

Quali sono gli strumenti? 

Attualmente la mia modalità di lavoro è molto personale. Non seguo una tecnica specifica, non ho sposato nessun metodo o protocollo.

Il mio modo di lavorare con le persone è basato sull’ascolto profondo e senza giudizio del cliente(quindi l’attenzione a  tutti i gesti, le espressioni, le energie che una persona mette in campo mentre stiamo dialogando). 

Un ascolto profondo, l’intervista e una buona relazione sono già terapeutici di per sé, perché vanno a sostenere la persona nel percorso di ascolto e conoscenza di se stessa, ricucendo gli strappi che sono accorsi in passato e che hanno portato ad una frammentazione della persona, a un mancato senso di sicurezza e fiducia.

Poi il modo in cui aiuto le persone ad attraversare i propri momenti di crisi prende di volta in volta gli strumenti che servono pescando dalle tante tecniche che ho utilizzato su di me e con le quali mi sono formata e che con creatività adatto al bisogno di ogni singola persona.

Il mio back ground e le tecniche e teorie con le quali creo i percorsi (siano individuali che di gruppo) hanno le proprie radici in questi 5 grandi contenitori:

  1. la Sistemica Familiare e tutto ciò che ruota intorno alle Costellazioni Familiari e Sistemiche
  2. l’Imprinting di nascita e il lavoro sui traumi (profondo ascolto del corpo e conoscenza del funzionamento del sistema nervoso)
  3. la Pedagogia Attiva e Montessoriana (che hanno nell’esperienza vissuta in prima persona il loro fulcro centrale)
  4. l’Intelligenza Emotiva
  5. la Consapevolezza di sé e la Presenza (Mindfulness)

A oggi quello che verifico sia più funzionale è mettere in contatto le persone con il proprio sentire e quindi con il proprio corpo.

Senza questa connessione non può esserci nessuna trasformazione. 

La vera chiave del benessere è riuscire ad ascoltare il proprio “Maestro Interiore”. 

Ma come fare quando la sua voce è coperta da tanti altri messaggi che ci confondono? 

Dalla mente con le sue continue elucubrazioni, dai dubbi e dalle paure.

Come fare a riconoscere la giusta voce da seguire?

Occorre appunto rimettere in contatto la persona con il proprio cuore, da sempre definito luogo dell’Anima e della propria essenza più profonda e pura.

Ma questa comunicazione spesso viene chiusa e ofuscata dalle difficoltà e i traumi della vita nella primissima infanzia, le critiche, la durezza e il non rispetto del sentire del bambino, esperienze già vissute fin dal periodo perinatale. 

Il mio compito è anche quello di aiutare le persone a fare questo, per far sì che ognuno possa andare incontro a se stesso e alla vita che ha sempre desiderato. 

Sostengo e accompagno le persone a guardarsi dentro e integrare e metabolizzare le esperienze della vita che ci hanno causato dei blocchi, esperienze e relazioni che hanno causato sofferenza, tenendo ben presente che ogni dolore vissuto e liberato ci porta sempre di più verso la realizzazione della nostra “missione”, del nostro compito in questa vita.

In che modo?

A volte è sufficiente una chiacchierata o pochi incontri per trovare le radici del disagio in essere. Spesso il solo fatto di “vedere” quello che sta accadendo nelle dinamiche inconsce è sufficiente a innescare un cambiamento o a stimolare e incoraggiare quello che già è cominciato.
A volte occorre strutturare un percorso più organico e comunque personalizzato che sia in grado di riordinare le dinamiche personali e familiari, di ripulire certe convinzioni, certe paure e blocchi che hanno “congelato” il corpo e tutto il sistema personale in un determinato periodo o modalità relazionale per accompagnarli verso un cambiamento, una trasformazione, un nuovo modo di stare, di vivere la vita.

Quindi attraverso laboratori di costellazioni familiari, esercizi di consapevolezza corporea, ascolto di sé, laboratori esperienziali in piccolo gruppo e incontri individuali costruisco assieme al cliente un percorso di trasformazione e ricerca del benessere.

Che cos’è un Laboratorio di crescita?

Dalla Treccani un laboratorio è “qualsiasi locale o insieme di locali dove più persone attendono ai lavori e allo studio di un’arte o un mestiere.

In questo caso l’Arte è l’arte di crescere e trasformare se stessi.

In un laboratorio di crescita si creano delle esperienze formative attraverso una partecipazione attiva su tematiche che riguardano soprattutto le relazioni, familiari, con se stessi ecc.

Attività principali sono la sperimentazione e l’esplorazione, accompagnate dallo studio, cioè l’approfondimento di ciò che è stato detto di quell’argomento da parte di ricercatori e studiosi.

Il laboratorio è lo strumento principe della pedagogia attiva.

Cosa è terapeutico?

Oggi, per via di restrizioni legali e giuridiche, in Italia si crede che “terapeutico” possa essere solo un farmaco, un intervento chirurgico o comunque qualsiasi cosa venga praticata esclusivamente da un medico.

In realtà la parola terapia/terapeutico significa cura, guarigione e terapeutico è tutto ciò che si prende cura e ci aiuta a fare una guarigione.

La pediatra Montessoriana Elena Balsamo nel suo libro “Compagni di viaggio” fa un elenco lunghissimo di pratiche terapeutiche e invito tutti a cominciare a vedere la guarigione come un’esperienza che può essere attivata in tanti modi, ascoltando noi stessi e quello che ci fa stare bene, che ci dà grazia.

La dottoressa Balsamo parla di terapia

Bellezza, creatività, scrittura, musica, arte, meditazione e consapevolezza, cibo, movimento, il riordino, l’educazione (montessoriana), la gioia, la gratitudine e da ultimo, ma più potente di tutti dell’Amore. 

Allora perché non accompagnare le persone a sentire sempre di più l’amore e attraverso quello veicolare guarigioni nelle loro vite?

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Feel invigorated, inspired, and bring your memories back to life with the Ultra Horizontal Skin! With its tempting mix of volcanoes, rainforest, rice fields, beaches and coral reefs, Southeast Asia is one of the most stimulating and accessible regions for independent travel in the world. You can spend the day exploring thousand year-old Hindu ruins and the night at a rave on the beach; attend a Buddhist alms-giving ceremony at dawn and go whitewater rafting in the afternoon; chill out in a bamboo beach hut one week and hike through the jungle looking for orangutans the next.

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