fbpx

Percorsi individuali con i genitori

“Aiutare i genitori ad aiutare i loro figli”
Consulenze individuali tutti i giorni previo appuntamento.
Si riceve il singolo genitore o la coppia.
Per appuntamenti 328.8655115

I bambini, a seconda dell’età, non sempre sanno verbalizzare un loro disagio interiore. Di conseguenza, pur mandando dei segnali, non riescono ad esprimere una richiesta di aiuto chiara.

Il compito degli adulti di riferimento è proprio quello di tradurre certi segnali, certi messaggi non-verbali che hanno a che fare con il loro stato interiore, o con un loro disagio. Alcuni di questi segnali possono essere: scoppi d’ira frequenti, difficoltà nella concentrazione, timidezza estrema, mal di pancia, conflitti ripetuti con i fratelli, disturbi del sonno e dell’alimentazione, mutismo selettivo, agitazione.

Attraverso un’indagine conoscitiva con i genitori delle abitudini e dei comportamenti, è possibile fare tanto per aiutare i bambini a crescere serenamente, portando armonia a tutta la famiglia.
A volte sono sufficienti pochi incontri per trovare le radici del disagio in essere. Spesso il solo fatto di “vedere” quello che sta accadendo nelle dinamiche inconsce è sufficiente a innescare un cambiamento.
A volte occorre strutturare un percorso più organico che sia in grado di riordinare le dinamiche familiari e partire dalle risorse adeguate di quel bambino e di quella famiglia specifici per essere accompagnarli verso un cambiamento, una trasformazione, un nuovo modo di stare, di vivere la vita.

Un altro aspetto importante di quando arrivano dei figli, o quando ad esempio lavoriamo con i bambini, è che stare accanto a loro, con i loro comportamenti e le loro emozioni, spesso fa risvegliare quel bambino interiore che abita dentro ognuno di noi e che magari in qualche modo avevamo assopito. Allora andremo incontro ai nostri figli con un bambino ferito dentro e non saremo liberi di accogliere quel figlio o quel bambino in tutte le sue espressioni con serenità. Magari vorremmo che smettesse subito di piangere, perché quel pianto per noi è troppo. Oppure quando quel figlio esprimerà la sua rabbia perché vorrà affermare la sua volontà, saremo in grado di rimanere presenti senza giudicare sbagliata la sua emozione? O senza spaventarci a nostra volta delle sue paure?

Quando un bambino ha un disagio egli spesso rispecchia un disagio che viene nutrito dall’ambiente in cui vive, in cui riceve le cure e l’affetto. A volte gli adulti non ne sono consapevoli, e spesso sentono solo una gran fatica nel gestire tutto quando arriva un bimbo o una bimba.
Dalla nanna, all’allattamento, i pianti, lo svezzamento, e, soprattutto per le donne, conciliare l’essere madre con il portare avanti progetti professionali ad esempio, o comunque la propria vita intima e personale di donna.

Una volta le famiglie funzionavano in modo totalmente diverso. Spesso erano grandi contenitori dove l’educazione dei bambini era responsabilità di molti e i bambini stessi riuscivano spesso a raggiungere maggiori autonomie. Ora la famiglia è molto più sola e nucleare, composta solo da padre madre e figli che, se da un lato è meglio perché i ruoli possono essere più chiari e definiti, dall’altro lato questo spesso significa maggiore solitudine genitoriale. A mio avviso è nella famiglia intera (e mi riferisco anche a genitori separati o famiglie allargate, la famiglia dal punto di vista del bambino sono il suo papà e la sua mamma e i loro due sistemi famigliari) che occorre portare amore, sostegno e comprensione. D’altronde è proprio parte della responsabilità degli adulti il fatto di occuparsi loro stessi in prima persona del benessere di tutti i membri, in particolare di quelli più piccoli.

IMG_9315
Condividi liberamente sui tuoi social preferiti
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •